Come si gioca
- Guarda l'immagine (puoi ingrandirla) e decidi: foto vera o generata con l'IA?
- Dì che cosa hai guardato per decidere: lo sfondo, gli occhi, le scritte, la luce… oppure «ho tirato a indovinare».
- Scopri la soluzione con la spiegazione e, per le foto vere, il nome del fotografo. In classe il docente può mostrare le soluzioni tutte insieme alla fine.
- Confronta il risultato con chi tira a indovinare (50%) e con gli adulti di uno studio scientifico (58,4%).
- Dalla foto al contesto: rispondi a quattro domande su un post e scrivi la tua regola prima di credere a un'immagine o di condividerla.
- In classe con il docente: se il docente ti dà un codice, scrivilo nella schermata iniziale o apri il suo link. Usa solo il nome o un soprannome.
Tasti
V foto vera, G generata, Invio per confermare e andare avanti.
Da quale attività nasce
Il gioco è la versione interattiva della scheda 171 del Catalogo, «Vero o generato? Sai riconoscere le immagini create con l'IA», proposta del curatore per la competenza AILit INT-3 (Valutare se gli output dell'IA debbano essere accettati, modificati o rifiutati). La scheda usa il quiz di RaiNews.it sui volti generati, proiettato dal docente; il gioco usa invece immagini proprie, così gli alunni possono votare anche dal proprio dispositivo e il docente può vedere i voti in diretta.
Con la scheda 118: Detective dei deepfake
Il gioco si usa anche con la scheda 118 del Catalogo, «Vero, ritoccato o generato? Detective dei deepfake» (Rete FVG, 2ª-3ª media), che lavora senza dispositivi con carte stampate. Due modi: in apertura, al posto della fase «Sembra vero», con la sessione di classe e le soluzioni nascoste, per far emergere quanto è facile sbagliare; in chiusura, come verifica individuale dopo i cartelloni. La fase «Contesto» del gioco riprende la scheda «Prima di condividere»: fonte, data, etichetta, scopo.
Differenze da tenere presenti: il gioco ha due categorie (vera o generata) e non la terza della scheda, «ritoccato», che resta da trattare con le carte; tutte le immagini sono foto libere di soggetti sconosciuti o immagini generate di persone inventate, in linea con le attenzioni della scheda (nessun compagno, docente o persona privata).
Obiettivi (dalla scheda 171)
- Riconoscere che un'immagine generata dall'IA può essere difficile o impossibile da distinguere da una fotografia.
- Descrivere alcuni indizi visivi e spiegare perché non bastano.
- Applicare domande di verifica sul contesto (fonte, data, etichetta, scopo) prima di credere a un'immagine o di condividerla.
Le immagini
24 immagini, metà vere e metà generate, abbinate per soggetto: 12 volti, 4 animali, 6 luoghi, 2 di cibo. Le foto vere sono di fotografi di Unsplash pubblicate con licenza CC0 e raccolte da Wikimedia Commons (autore e pagina di ogni foto nella chiave qui sotto e nella soluzione). Le immagini generate sono state create con il generatore di immagini di Canva (ottobre 2026) chiedendo lo stesso tipo di soggetto: le persone ritratte non esistono. Il curatore ha guardato ogni immagine generata: nella maggior parte non c'è un errore visibile, ed è proprio il punto dell'attività.
Lo studio di confronto
Università di Lancaster con Stanford e Berkeley, «AI-Generated Faces are Becoming More Trustworthy», Journal of Vision (2026): 169 adulti hanno guardato 96 volti e hanno riconosciuto quelli generati nel 58,4% dei casi, poco più del caso. In un secondo esperimento i volti generati sono stati giudicati più affidabili di quelli veri (nel livello «Secondaria di II grado» il gioco chiede anche quanto ci si fiderebbe di ogni volto). Il confronto con la classe è indicativo: lo studio usa solo volti e altre immagini.
Come usarlo
- Sessione di classe (consigliata): nella scheda «Sessione di classe» avvia la sessione, mostra il codice alla LIM, scegli «soluzioni alla fine». Mentre la classe vota vedi per ogni immagine come si divide la classe e quali indizi usa; poi discutete le immagini «che hanno ingannato la classe» e mostri le soluzioni a tutti. Corrisponde alle fasi «Il quiz in classe» e «Che cosa abbiamo scoperto» della scheda.
- Alla LIM senza dispositivi: il docente gioca da solo, la classe vota con i cartellini «Vera» (verde) e «Generata» (arancione) come nella scheda.
- Primaria (4ª-5ª): 8 immagini, indizi semplici, nessuna percentuale nel confronto; la regola finale si scrive insieme («Prima di credere a una foto, chiedo a un adulto da dove viene»).
- Secondaria di II grado: 16 immagini, domanda sulla fiducia per i volti e confronto con il paradosso dello studio; si può proseguire con l'art. 50 dell'AI Act (obblighi di trasparenza) e i Content Credentials, come nella variante della scheda.
Attenzioni
- Gli alunni non usano strumenti di IA e non creano account: le immagini sono già pronte nel sito.
- Le foto vere ritraggono persone reali adulte, pubblicate dagli autori con licenza libera: usarle solo per questa attività, senza commenti sull'aspetto delle persone.
- Non chiedere agli alunni di cercare o caricare foto di persone reali, compagni compresi: i volti sono dati personali.
- Il post della fase «contesto» è inventato per l'esercizio: l'account non esiste.
Dati e privacy
Giocando da soli non si invia nulla: la partita resta nel browser (chiave pf-art-vog-v1). In una sessione di classe il nome scelto dall'alunno e i suoi voti passano nel database del sito (Upstash Redis, tramite Vercel), sono visibili solo al docente che ha avviato la sessione e si cancellano dopo 12 ore o subito con «Termina ed elimina i dati».
Chiave per il docente: tutte le 24 immagini con soluzione e crediti
Il quiz originale di RaiNews.it resta disponibile per la versione della scheda: speciale «Vivere nell'era dell'intelligenza artificiale» (immagini e testi di RaiNews.it).